Castelfranco (L.S.) Da oggi fino a domenica il cuore dei centri culturali europei pulserà davanti alle mura di Castelfranco. Stanno arrivando da 20 paesi del vecchio continente i circa cento delegati dei più prestigiosi centri culturali indipendenti appartenenti alla rete Trans Europe Halles (TEH). Nata nel 1983, il network dei centri culturali d'Europa è al suo 59' meeting cui prenderanno parte tutti e 30 i centri membri (da Vienna, Helsinki, Berlino, Barcellona, Budapest, Belgrado, Amsterdam...). La rete ha solo due soci italiani, oltre alla "Città del Teatro" di Cascina (Pisa), la castellana "Oficina di Buena ventura". O come lo chiamano i circa 4 mila soci, semplicemente il "Buena " che vive in questi giorni la sua grande occasione: farsi conoscere a livello europeo, ma anche farsi capire dalla città in cui opera da sei anni.
Il meeting, che ha ottenuto il patrocinio della Regione Veneto e il contributo concreto del comune di Castelfranco nel reperimento delle sedi, avrà come tema centrale il ruolo, la funzione e il valore di un centro culturale all'interno del territorio in cui opera. Da mesi ormai, attraverso internet, i gruppi di lavoro internazionali stanno approfondendo diversi aspetti (ruolo, spazi, rapporto con le istituzioni, finanziamenti). Da domani i delegati internazionali entreranno nel vivo delle tematiche discusse in questi mesi, per giungere alla presentazione delle relazioni conclusive sabato pomeriggio alle 16 in teatro Accademico. Una conferenza aperta dal sindaco di Castelfranco sul tema: "Il DNA dei centri culturali indipendenti". "Al sindaco farò una domanda diretta - spiega Paul Bogen arrivato da Cambridge presidente della rete TEH - e cioè se vuole un centro culturale nella sua città? Se dirà sì o forse, chiederò se è disposto a dare un edificio, perchè allora la nostra organizzazione si potrà occupare di reperire risorse per farlo nascere".
E il tema degli spazi sarà centrale da oggi fino a domenica. Per quattro giorni il Buena ventura sarà "padrone" di uno spazio-tenda allestito in piazza Giorgione in cui darà un assaggio delle sue tante attività culturali (mostre, musica, teatro, intrattenimento). In particolare, vale la pena di sottolineare la mostra (inaugurazione domani alle 18): "L'Idea e l'abbandono: ipotesi progettuali per nuovi spazi urbani nella città" nata dalla collaborazione fra alcuni soci del Buena ventura (fotografi, architetti, artisti) e Giancarlo Baggio del Circolo Fotografico "El pavejon". "Per anni ho documentato con la mia macchina fotografica edifici industriali e vecchie case coloniche delle nostra città, che poi con gli anni -spiega Baggio - sono andate incontro all'abbattimento. Sono stati cancellati in cambio di cosa? Appartamenti e negozi in architetture di bassa qualità". E allora gli spazi "post-industriali" di ieri e di oggi sono stati ricreati dalla fantasia dei giovani progettisti. Le vecchie fornaci di Treville, l'ex macello, le serre del vecchio istituto agrario, il vecchio Aias sono stati trasformati in grandi sale di esposizione o centri culturali. Accompagnerà la mostra di immagini, un mini-film che si annuncia di grande impatto sul pubblico castellano: la demolizione dello Scardassi. Stasera alle 21, primo concerto in piazza: "Fab Ensemble" col meglio di De Andrè.