di Lorenzo Zamponi, LA TRIBUNA 09/01/08
L’Unione: «l'amministrazione comunale metta a disposizione uno spazio pubblico.
Si tratta del settimo punto all’ordine del giorno nella seduta di stasera dell’assemblea cittadina, su richiesta di 7 consiglieri di opposizione: Bernardino Spaliviero, Giuseppe Vincenti, Livio Frattin, Sebastiano Sartoretto (Unione), Giovanni Squizzato, Stefano Marcon (Lega Nord) e Paolo Pellizzari.

Ormai da più di una settimana il circolo culturale Oficina di Buenaventura ha lasciato la storica sede di via Circonvallazione Ovest, alla scadenza del contratto d’affitto, e ancora non si vedono spiragli per la riapertura del Buenaventura in un altro luogo.

La ricerca di un nuovo spazio, del resto, è in corso da più di un anno, ma ad oggi nessuna trattativa ha portato risultati concreti, neanche quella con l’amministrazione comunale, dopo il rifiuto espresso dal sindaco a metà dicembre, che ha definito i ragazzi del Buenaventura «degli imprenditori» consigliando loro di affidarsi al mercato privato.

I soci del circolo, dopo aver chiarito che «il Buenaventura è un'associazione di promozione sociale legalmente registrata, senza fini di lucro e basata completamente sul volontariato» hanno lanciato all’amministrazione una nuova proposta: sistemare a proprie spese uno stabile in disuso, come l’ex sala delle contrattazioni o Casa Stepic, da condividere con altre associazioni.

Su questa linea si pone la risoluzione presentata dal capogruppo dell’Unione Livio Frattin in vista del Consiglio Comunale di stasera. Il documento, dopo una breve presentazione della storia e delle caratteristiche del circolo, definisce «doveroso che  sia individuata e resa disponibile  un’adeguata struttura di proprietà comunale, nella quale esso possa consolidare e sviluppare la propria attività, aperta e disponibile anche ad iniziative promosse da altre realtà associative di impronta volontaristica» e impegna il sindaco e la Giunta «ad individuare, di concerto con i rappresentanti dell’associazione, gli immobili che presentino caratteristiche adeguate».

 Il senso della risoluzione – spiega Frattin – è, da un lato, di ‘accreditare’ presso l'amministrazione il Buenaventura, in ragione della documentata e riconosciuta capacità di promuovere cultura nel territorio, e  dall'altro, di portare l'amministrazione a mettere a disposizione uno spazio pubblico, perchè il Buenaventura continui ad operare nel territorio della Castellana.»