di Lorenzo Zamponi, LA TRIBUNA DI TREVISO 21/01/08
Lunedì mattina alcuni membri del direttivo del Buenaventura hanno incontrato il sindaco Maria Gomierato. Un incontro interlocutorio, il primo dopo l’approvazione da parte del Consiglio Comunale del documento che ha aperto al circolo gli spazi pubblici, invitando il sindaco ad «individuare, coinvolgendo i rappresentanti dell’associazione, gli immobili comunali adeguati». I volontari: «L’importante era iniziare un dialogo, ora aspettiamo i fatti.»
Di fatto l’incontro è servito soprattutto come tentativo di riannodare il filo che collega l’amministrazione comunale e il circolo culturale Oficina di Buenaventura, che dal 31 dicembre ha lasciato la sua storica sede di via Circonvallazione Ovest. In quella data è scaduto il contratto d’affitto, ma la ricerca di un nuovo spazio è partita già un anno fa. Nel corso del 2007, però, tutte le trattative sono naufragate, sia quelle sul mercato privato sia quelle con l’amministrazione comunale. A mettere una pietra sopra il dialogo tra Buenaventura e Comune era stata in dicembre una dichiarazione pubblica del sindaco: «Io considero questi giovani degli imprenditori, il Buenaventura non è una onlus. – affermò Maria Gomierato – Loro fanno un'attività imprenditoriale, hanno messo la cultura al centro, hanno saputo anche farla diventare un'attività di impresa redditizia e credo che come imprenditori debbano essere rispettati, nel senso che non ci sia bisogno dell'assistenza del Comune» Una netta chiusura, a cui i soci del circolo replicarono chiarendo che «il Buenaventura è un'associazione di promozione sociale legalmente registrata, senza fini di lucro e basata completamente sul volontariato» e proponendo all’amministrazione di sistemare a proprie spese uno stabile in disuso. Ha provato ad uscire dallo stallo il Consiglio Comunale di venerdì scorso, convocato su richiesta delle opposizioni. La massiccia presenza di soci del Buenaventura in sala consiliare e una lunga e accesa discussione tra le forze politiche sembrano aver prodotto qualche risultato. Il sindaco ha dato un’interpretazione originale delle sue precedenti parole: «Ritengo che ‘imprenditori’ non sia una parolaccia. – ha dichiarato – L’ho usata per la stima che ho espresso per la capacità di far diventare la cultura un’attività che si autosostiene, senza assistenzialismo.» Alla fine è stato approvato all’unanimità il documento dell’Unione, con alcune modifiche, ed ora il sindaco è impegnato a valutare insieme ai soci del circolo la situazione degli immobili comunali. Con l’incontro di lunedì il dialogo si è quindi riaperto. L’itinerario partirà al più presto, e le tappe certo sono almeno 3: l’ex sala delle contrattazioni, casa Spetic e l’ex agrario di via Lovara.